Non scuola la diresti, ma sala di tortura: non vi si sente altro che lo schiocco delle sferze, lo strepito delle verghe, gemiti, singhiozzi e atroci minacce. Cos'altro possono impararvi i bambini, se non a odiare la cultura? Una volta che quest'odio ha messo radice nei teneri animi, anche da grandi detestano lo studio.

30/08/08

Ofuro


Eccoci di nuovo pronti, carichi e sportivi per una nuova giornata di sano divertimento!!! (???)
Ok, oggi volevo parlare dell'Ofuro (che, in realtà, sarebbe "furo", ma il prefisso onorifico "o" è d'obbligo), che non è una semplice vasca da bagno, come potrebbe sembrare ai profani. No, l'ofuro è molto di più, è praticamente uno stile di vita.
La tradizione dell'ofuro, a quanto mi risulta, risale al Giappone antico, nel quale era usato come metodo per riscaldarsi. Nei bei tempi andati, infatti, non esisteva il riscaldamento, visto che le case giapponesi erano costruite per resistere alla terribile ed umidissima estate senza che gli occupanti marcissero: per questo, le case tradizionali, con pareti in carta di riso, non hanno il benché minimo isolamento termico, e tentare di riscaldarle sarebbe un'improba impresa. Ma, l'inverno, è inverno dapperttutto: come fare, allora? Un bel bagno caldo ed una stufetta comune sono la soluzione, ma quest'oggi mi concentrerò sul primo... la stufetta (kotatsu) attenderà fino all'inverno.
L'ofuro, dunque, nasce come metodo di riscaldamento, e non come modo per pulirsi: ma visto che riscaldare l'acqua costa energia, la stessa acqua calda doveva essere utilizzata da tutta la famiglia. Dunque, prima di entrare nell'acqua calda, ci si doveva lavare bene ed, una volta lindi e pinti, entrare nella vasca e riscaldarsi.
Quest'oggi, nonostante condizionatori e robe tecnologiche varie, le case giapponesi non hanno ancora isolamento termico né riscaldamento centralizzato, ma stufette varie che si accendono all'occorrenza: dunque l'ofuro, ancora oggi, è sicuramente non solo rilassante, ma ancora utile.
Il modo per fare l'ofuro, anche se si dice che ogni famiglia abbia la sua ricetta, è più o meno standard: ci si fa una doccia calda regolamentare prima di entrare, sciaquandosi alla perfezione, poi si entra nella vasca, la cui acqua è ad una temperatura che rasenta l'ebollizione (ovviamente, non così tanto calda; ma mettendoci dentro il mio termometro è risultata essere di 44°C, ovvero tanti). Immergetevi tutti d'un fiato fino al collo, non curandovi del fatto che l'acqua sia troppo calda, e restate immobili nonostante le atroci sofferenze: dopo pochi istanti, potreste addirittura provare piacere! Dopo un po'di tempo che si sta dentro (5/10 minuti), per alleviare la sensazione di eccessivo calore, è utile passarsi su testa e collo un asciugamanino imbevuto d'acqua fredda, che vi è stato dato insieme alla relativa bacinella d'acqua prima di entrare nell'ofuro.
Per quanto riguarda il tempo totale, non esistono limiti precisi: i giapponesi possono anche usarlo per un'ora, a quanto ho visto, e lo usano non solo per pulirsi e riscaldarsi, ma anche come modo per rilassarsi dopo la giornata. Io in genere lo uso una mezz'oretta o poco più.
Una volta usciti dalla vasca, si possono fare due cose: o una doccia fredda (che io preferisco), oppure asciugarsi con l'asciugamanino con cui vi siete rinfrescati durante il bagno, opportunamente strizzato. La doccia fredda, comunque, è stupefacente!!!
Ecco, questo è l'ofuro: per oggi, va bene così!
Marco

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ecco, questa vasca è molto carina (e mi sta facendo venir voglia di fare un interminabile bagno caldo dell'una di notte), il gattone di prima era tenerissimo, ma tu sai che la foto per cui ti amerò per il resto della vita è quella che hai fatto ai manga, vero?
Tutti quegli splendidi, adorabili e succosi concentrati di potenziale fumettistico giapponese inesplorato...

Mi sto semplicemente sciogliendo.
Quella foto sì che è arte.
xD
Non ho proprio alcuna speranza!
E ti ho mandato una mail che è anche peggio (dio, è molto peggio)!

Silvia

P.S. Il fatto che io abbia dimenticato la password di 'gmail' in meno di due settimane è routine, ovviamente.
E spero di ricordarmela, prima o poi...

Anonimo ha detto...

Ma quale gattone?
Oddio!
xD
Ci mancavano i fetish nascosti!